Quando una frase tedesca è corretta ma l’attenzione finisce nel posto sbagliato
Una frase tedesca può essere grammaticalmente perfetta e, nonostante questo, comunicare un’intenzione diversa da quella che il parlante voleva esprimere.
Il verbo coniugato occupa la seconda posizione. Il participio passato si trova alla fine. Il prefisso separabile non è stato dimenticato. I casi sono corretti.
Dal punto di vista formale, non c’è alcun errore evidente.
Eppure un interlocutore tedesco può percepire un contrasto che non volevamo creare, interpretare come centrale un’informazione secondaria o sentire un’enfasi non giustificata dalla situazione.
Il problema non è sempre la grammatica.
Spesso nasce dal modo in cui il parlante ha organizzato l’attenzione dell’interlocutore.
Per chi parla italiano, questa differenza è particolarmente importante. L’italiano permette di omettere il pronome soggetto, modificare l’ordine di alcuni elementi e affidare una parte significativa dell’enfasi all’intonazione e al contesto.
Anche il tedesco possiede una certa flessibilità. Questa flessibilità, però, opera all’interno di una struttura sintattica molto visibile.
Quando un germanofono comincia una frase con morgen, dieses Problem, in Berlin oppure mit ihm, non sta semplicemente cambiando l’ordine delle parole.
Sta scegliendo il punto da cui l’ascoltatore dovrà iniziare a interpretare il messaggio.
Per questo non basta domandare:
«Dove deve stare il verbo?»
Bisogna chiedere anche:
«Perché il parlante ha deciso di iniziare proprio da questo elemento?»
L’ordine delle parole è anche l’ordine dell’attenzione
Consideriamo una frase relativamente neutra:
Ich möchte heute Abend einen Film sehen.
Questa sera vorrei vedere un film.
La frase comincia dal soggetto. Presenta poi il desiderio, il momento e l’azione.
Cambiamo il primo elemento:
Heute Abend möchte ich einen Film sehen.
Questa sera vorrei vedere un film.
La situazione descritta rimane quasi identica. Tuttavia, heute Abend crea ora la cornice temporale dell’intera frase.
La costruzione può essere una risposta naturale alla domanda:
— Was möchtest du heute Abend machen?
— Heute Abend möchte ich einen Film sehen.
— Che cosa vorresti fare questa sera?
— Questa sera vorrei vedere un film.
Ora spostiamo l’oggetto all’inizio:
Einen Film möchte ich heute Abend sehen.
Un film è ciò che vorrei vedere questa sera.
Questa versione ha bisogno di un contesto più preciso. Einen Film riceve un rilievo particolare e può essere contrapposto ad altre possibilità:
- un film e non una serie;
- vedere un film invece di uscire;
- un film come scelta tra diverse attività.
I tre enunciati descrivono praticamente lo stesso evento. Non guidano però l’ascoltatore lungo lo stesso percorso.
Il tedesco non organizza soltanto le parole. Organizza il modo in cui il messaggio deve essere osservato.
L’italiano può omettere il soggetto; il tedesco deve collocarlo
In italiano possiamo dire:
Domani parlerò con l’insegnante.
La desinenza -ò indica già che il soggetto è la prima persona singolare. Il pronome io non è necessario.
In tedesco, invece, il soggetto deve normalmente essere espresso:
Morgen spreche ich mit der Lehrerin.
Domani parlerò con l’insegnante.
Non possiamo dire:
Morgen spreche mit der Lehrerin.
Manca il soggetto ich.
Non possiamo neppure trasferire direttamente la sequenza italiana con il soggetto espresso:
Domani io parlerò…
e costruire:
Morgen ich spreche …
La frase tedesca corretta è:
Morgen spreche ich …
Chi parla italiano deve quindi coordinare diverse operazioni:
- scegliere l’elemento iniziale;
- coniugare il verbo;
- collocarlo nella seconda posizione sintattica;
- mantenere il soggetto espresso;
- spostare il soggetto dopo il verbo quando la prima posizione è già occupata.
La difficoltà non consiste semplicemente nel ricordare una regola. Consiste nel sostituire una procedura automatica italiana con una procedura tedesca.
La seconda posizione non è la seconda parola
La regola più conosciuta afferma:
Il verbo coniugato occupa la seconda posizione nella frase principale tedesca.
Questa formulazione viene spesso interpretata in modo troppo letterale.
Non si tratta necessariamente della seconda parola. Si tratta del secondo costituente sintattico.
Confrontiamo:
Heute komme ich später.
Oggi arriverò più tardi.
Heute Abend komme ich später.
Questa sera arriverò più tardi.
Nach dem Gespräch mit meiner neuen Kollegin komme ich später.
Dopo la conversazione con la mia nuova collega arriverò più tardi.
Prima di komme troviamo:
- una parola;
- un’espressione temporale;
- un gruppo preposizionale molto più lungo.
Eppure, in tutti e tre i casi, ciò che precede il verbo costituisce una sola unità sintattica.
Un altro esempio:
Am Ende unseres langen Gesprächs haben wir eine gemeinsame Lösung gefunden.
Alla fine della nostra lunga conversazione abbiamo trovato una soluzione comune.
L’intero gruppo:
Am Ende unseres langen Gesprächs
occupa la prima posizione.
Haben si trova quindi nella seconda posizione sintattica, anche se non è la seconda parola scritta.
Per comprendere l’ordine tedesco non bisogna contare parole. Bisogna riconoscere blocchi:
primo costituente → verbo coniugato → resto della frase
Il Vorfeld è il punto d’ingresso nel messaggio
La zona che precede il verbo coniugato è chiamata Vorfeld, cioè campo iniziale.
In una tabella grammaticale può sembrare una semplice casella da riempire. Nella comunicazione reale svolge una funzione molto più profonda.
Indica da quale prospettiva l’interlocutore deve cominciare a interpretare la frase.
Consideriamo:
Ich muss morgen mit der Schulleitung über dieses Problem sprechen.
Domani devo parlare di questo problema con la direzione della scuola.
Ora collochiamo elementi diversi nel Vorfeld.
Il tempo come cornice
Morgen muss ich mit der Schulleitung über dieses Problem sprechen.
Domani devo parlare di questo problema con la direzione della scuola.
La giornata di domani diventa la cornice generale. La conversazione può riguardare le attività previste per il giorno seguente.
Il problema come tema
Über dieses Problem muss ich morgen mit der Schulleitung sprechen.
Di questo problema devo parlare domani con la direzione della scuola.
Il problema è probabilmente già noto oppure viene contrapposto ad altre questioni.
L’interlocutore come contrasto
Mit der Schulleitung muss ich morgen über dieses Problem sprechen.
È con la direzione della scuola che devo parlare domani di questo problema.
Il parlante può lasciare intendere:
- che non basta parlarne con un collega;
- che l’insegnante non può risolvere la situazione;
- che occorre rivolgersi direttamente alla direzione.
Il soggetto come punto di partenza
Ich muss morgen mit der Schulleitung über dieses Problem sprechen.
Devo parlare domani di questo problema con la direzione della scuola.
La frase comincia dalla responsabilità o dall’obbligo del parlante.
Le quattro costruzioni possono descrivere la stessa realtà. Ciò che cambia è il modo in cui quella realtà viene inserita nella conversazione.
L’italiano può cambiare il focus senza cambiare il primo elemento
L’italiano dispone di diversi strumenti per mettere in rilievo un’informazione:
- l’intonazione;
- l’ordine delle parole;
- la presenza esplicita del pronome soggetto;
- le frasi scisse;
- le dislocazioni;
- il contesto precedente.
Possiamo dire:
Domani parlerò con lui.
Domani parlerò con LUI.
IO parlerò con lui domani.
È con lui che parlerò domani.
Anche il tedesco utilizza l’intonazione:
Ich spreche morgen mit IHM.
Parlerò domani con LUI.
Ma può anche cambiare il punto di partenza:
Mit ihm spreche ich morgen.
Con lui parlerò domani.
In quest’ultima frase, mit ihm viene presentato come tema o contrasto. Può esserci un’alternativa implicita:
«Con lui parlerò domani; con gli altri forse oggi.»
La posizione iniziale e l’accento vocale lavorano insieme, ma non svolgono sempre la stessa funzione.
Le frasi scisse italiane rendono esplicito ciò che il tedesco può suggerire con la posizione
In italiano possiamo dire:
È domani che parlerò con la direttrice.
È di questo problema che devo parlare.
È con la direttrice che devo parlare.
Queste strutture rendono il contrasto esplicito.
In tedesco possiamo trovare:
Morgen spreche ich mit der Direktorin.
Über dieses Problem muss ich sprechen.
Mit der Direktorin muss ich sprechen.
Non ogni elemento iniziale tedesco deve essere tradotto con una frase scissa italiana. Tuttavia, il confronto è utile.
Mostra che l’ordine tedesco può svolgere una funzione comunicativa che l’italiano esprime spesso con una costruzione più articolata o con una particolare intonazione.
Per questo le diverse possibilità tedesche non sono semplici alternative decorative.
Ogni variante crea aspettative differenti.
La dislocazione italiana non coincide con il Vorfeld tedesco
L’italiano parlato usa frequentemente la dislocazione:
Questo libro, non l’ho ancora letto.
Questa domanda, la discuteremo domani.
A Marco, gli ho già scritto.
L’elemento iniziale viene spesso ripreso mediante un pronome clitico.
Il tedesco costruisce diversamente:
Dieses Buch habe ich noch nicht gelesen.
Non:
Dieses Buch habe ich es noch nicht gelesen.
Nella frase tedesca, dieses Buch non è semplicemente collocato davanti a una struttura già completa. Occupa direttamente il Vorfeld della frase e svolge la sua funzione grammaticale senza essere ripreso da un altro pronome.
La struttura è:
Dieses Buch | habe | ich noch nicht gelesen.
Questa distinzione è essenziale.
Un italiano può percepire intuitivamente il valore tematico dell’elemento iniziale, ma deve inserirlo in un’architettura diversa.
Lo stesso ordine può avere funzioni differenti
Consideriamo ancora:
Dieses Buch habe ich noch nicht gelesen.
Questo libro non l’ho ancora letto.
La frase può comparire in almeno due situazioni.
Contrasto tra diversi libri
— Kennst du alle drei Romane?
— Zwei kenne ich. Dieses Buch habe ich noch nicht gelesen.
— Conosci tutti e tre i romanzi?
— Ne conosco due. Questo libro non l’ho ancora letto.
Il libro viene contrapposto agli altri due.
Continuazione di un tema già introdotto
— Was hältst du von diesem Buch?
— Dieses Buch habe ich noch nicht gelesen.
— Che cosa pensi di questo libro?
— Non l’ho ancora letto.
Qui il libro è già il tema della conversazione. L’elemento iniziale collega semplicemente la risposta alla domanda precedente.
L’ordine è identico. La funzione comunicativa cambia.
Il contesto determina se la posizione iniziale esprime:
- un contrasto;
- una continuità tematica;
- una correzione;
- un cambio di prospettiva;
- il ritorno a un argomento precedente.
La spiegazione della frase si trova spesso fuori dalla frase
Perché una frase comincia con morgen?
Forse gli interlocutori stavano parlando di oggi e di domani.
Perché dieses Problem occupa la prima posizione?
Forse sono già stati menzionati diversi problemi.
Perché il parlante inizia con in Berlin?
Forse Berlino viene confrontata con Monaco, Vienna, Zurigo, Roma o Milano.
La ragione dell’ordine scelto non è sempre contenuta nella singola frase.
Può trovarsi:
- nella domanda precedente;
- in un’informazione già conosciuta;
- in un’affermazione da correggere;
- in un’alternativa non espressa;
- in un contrasto implicito;
- in un tema che il parlante vuole riprendere.
Analizzare una frase tedesca senza conoscere il suo contesto significa spesso analizzare una risposta senza sapere quale fosse la domanda.
Satzklammer: quando il significato resta aperto fino alla fine
Una delle differenze più evidenti tra italiano e tedesco è la Satzklammer, la struttura verbale a cornice.
Consideriamo una frase con un verbo modale:
Ich möchte heute Abend einen Film sehen.
Questa sera vorrei vedere un film.
In italiano, i due elementi verbali rimangono vicini:
vorrei vedere
In tedesco si separano:
Ich möchte | heute Abend einen Film | sehen.
Möchte apre la cornice. Sehen la chiude.
Lo stesso accade con il Perfekt:
Ich habe gestern lange mit ihm gesprochen.
Ieri ho parlato a lungo con lui.
In italiano, ausiliare e participio sono adiacenti:
ho parlato
In tedesco possono incorniciare una parte consistente della frase:
Ich habe | gestern lange mit ihm | gesprochen.
Anche i verbi separabili seguono questa logica:
Ich rufe dich nach dem Unterricht an.
Ti telefonerò dopo la lezione.
Il verbo completo è anrufen, ma nella frase principale appare diviso:
rufe … an
Per un italofono questa distanza può sembrare innaturale. In realtà costituisce uno dei principali sistemi di orientamento della frase tedesca.
Il primo elemento verbale apre un’aspettativa.
L’ultimo la completa.
Ascoltare il tedesco significa anche saper aspettare
Immaginiamo di sentire:
Ich habe gestern mit meiner neuen Kollegin über das Projekt …
Sappiamo già che:
- la frase è costruita al Perfekt;
- l’evento riguarda il giorno precedente;
- è coinvolta una nuova collega;
- si parla di un progetto.
Ma l’azione principale non è ancora arrivata.
Potrebbe comparire alla fine:
… gesprochen.
Ho parlato del progetto.
Con i verbi separabili l’attesa diventa ancora più importante:
Ich rufe dich morgen …
A questo punto rufen può richiamare l’idea di chiamare qualcuno a voce alta.
Solo la particella finale chiarisce il verbo:
Ich rufe dich morgen an.
Ti telefonerò domani.
Altri esempi:
Der Unterricht fängt um neun Uhr an.
La lezione comincia alle nove.
Ich stehe jeden Morgen um sechs Uhr auf.
Mi alzo ogni mattina alle sei.
Wir kommen am Sonntag zurück.
Torniamo domenica.
Comprendere il tedesco richiede quindi la capacità di non chiudere troppo presto l’interpretazione.
Per iniziare una frase tedesca bisogna già conoscerne la fine
La stessa logica riguarda la produzione orale.
Uno studente comincia:
Ich möchte morgen nach der Arbeit mit meiner Kollegin über das neue Projekt …
Vorrei domani, dopo il lavoro, con la mia collega, del nuovo progetto…
Ma la frase tedesca non è ancora terminata. L’interlocutore continua ad aspettare l’azione:
… sprechen.
La frase completa è:
Ich möchte morgen nach der Arbeit mit meiner Kollegin über das neue Projekt sprechen.
Se sprechen viene dimenticato, non manca soltanto una parola.
Möchte ha aperto una struttura e ha annunciato che un infinito sarebbe arrivato alla fine. Senza quell’infinito, la promessa grammaticale del principio non viene mantenuta.
Prima di iniziare una frase lunga è quindi utile identificare la cornice verbale:
möchte … sprechen
Poi si può riempire lo spazio interno:
Ich möchte | morgen nach der Arbeit mit meiner Kollegin über das neue Projekt | sprechen.
La frase non viene più costruita aggiungendo parole una dopo l’altra. La sua architettura viene preparata in anticipo.
I casi tedeschi permettono spostamenti che l’italiano interpreta diversamente
Il tedesco utilizza i casi per indicare la funzione dei gruppi nominali.
Confrontiamo:
Der Lehrer sieht den Schüler.
L’insegnante vede lo studente.
Den Schüler sieht der Lehrer.
È lo studente che vede l’insegnante.
L’articolo den segnala che Schüler è l’oggetto all’accusativo, anche se si trova all’inizio.
L’italiano si affida maggiormente all’ordine o a una costruzione di messa in rilievo:
È lo studente che l’insegnante vede.
Questa possibilità morfologica offre al tedesco una maggiore libertà. Ma la libertà grammaticale non rende ogni ordine neutrale.
Den Schüler sieht der Lehrer
richiede una situazione in cui lo studente sia già il tema, venga contrapposto ad altri o risponda a una domanda precisa.
La morfologia consente lo spostamento.
Il contesto ne spiega la funzione.
Ordine neutro e ordine marcato
Consideriamo:
Ich habe ihm gestern die Unterlagen geschickt.
Ieri gli ho inviato i documenti.
È una formulazione relativamente neutra.
Mettiamo il tempo all’inizio:
Gestern habe ich ihm die Unterlagen geschickt.
Ieri gli ho inviato i documenti.
Gestern può stabilire la cornice temporale oppure correggere un’informazione:
«Non oggi, ma ieri.»
Portiamo avanti i documenti:
Die Unterlagen habe ich ihm gestern geschickt.
I documenti glieli ho inviati ieri.
Può emergere un contrasto implicito:
- i documenti sono stati inviati, ma il contratto non ancora;
- sono stati inviati i documenti, non un semplice messaggio;
- per quanto riguarda i documenti, il compito è già concluso.
Portiamo avanti il destinatario:
Ihm habe ich die Unterlagen gestern geschickt.
È a lui che ho inviato i documenti ieri.
Questa costruzione richiede un contesto ancora più preciso. Ihm può essere contrapposto ad altre persone.
Il fatto rimane lo stesso. Cambia il suo rapporto con la conversazione.
Il primo elemento non è sempre quello con l’accento più forte
Un’altra semplificazione può creare nuovi errori:
«Il primo elemento è sempre il più importante.»
Non è così.
Osserviamo:
Morgen spreche ich mit dem neuen DIREKTOR.
Domani parlerò con il nuovo DIRETTORE.
Morgen crea la cornice temporale, ma l’accento principale può cadere su Direktor, se il direttore è l’informazione nuova.
Bisogna distinguere:
- il punto di partenza;
- il tema già conosciuto;
- l’informazione nuova;
- il contrasto;
- l’accento della voce.
Queste funzioni possono coincidere, ma non devono farlo.
L’ordine stabilisce la prospettiva.
L’intonazione segnala il centro informativo.
Il contesto spiega la relazione tra i due.
Quando l’ordine cambia il tono
Gli effetti diventano particolarmente evidenti nelle richieste, nelle correzioni e nei conflitti.
Chiedere aiuto
Ich brauche morgen deine Hilfe.
Domani ho bisogno del tuo aiuto.
Formulazione relativamente neutra.
Morgen brauche ich deine Hilfe.
Domani avrò bisogno del tuo aiuto.
Il tempo diventa la cornice.
Deine Hilfe brauche ich morgen.
È del tuo aiuto che avrò bisogno domani.
L’aiuto riceve un rilievo particolare. A seconda del contesto e dell’intonazione, la frase può esprimere insistenza, gratitudine o contrasto.
L’ordine non produce automaticamente un’emozione. Indica l’elemento verso cui deve orientarsi l’attenzione.
Esprimere incomprensione
Ich verstehe dich nicht.
Non ti capisco.
Formulazione relativamente neutra.
Dich verstehe ich nicht.
Te non ti capisco.
La persona viene messa in primo piano e può essere contrapposta ad altre:
«Posso capire gli altri, ma non te.»
La seconda frase può quindi sembrare più personale o più dura.
Correggere un’informazione
— Du hast die Nachricht heute geschickt, oder?
— Gestern habe ich sie geschickt.
— Hai inviato il messaggio oggi, vero?
— L’ho inviato ieri.
Gestern occupa la prima posizione perché è proprio l’informazione temporale a dover essere corretta.
Stabilire un limite
Dieses Thema bespreche ich heute nicht.
Di questo argomento oggi non parlo.
Il tema appare all’inizio perché il parlante delimita esattamente ciò che viene escluso dalla conversazione.
Cinque errori frequenti degli italofoni
Errore 1: mantenere l’ordine italiano dopo un elemento iniziale
Italiano:
Domani io parlo con l’insegnante.
Tedesco errato:
Morgen ich spreche mit dem Lehrer.
Tedesco corretto:
Morgen spreche ich mit dem Lehrer.
Errore 2: omettere il soggetto
Italiano:
Domani parlerò con lui.
Tedesco errato:
Morgen spreche mit ihm.
Tedesco corretto:
Morgen spreche ich mit ihm.
Errore 3: contare le parole
Il gruppo:
Nach dem Unterricht
contiene più parole, ma occupa una sola posizione:
Nach dem Unterricht spreche ich mit dem Lehrer.
Dopo la lezione parlo con l’insegnante.
Errore 4: dimenticare la chiusura verbale
Errato:
Ich muss morgen mit der Ärztin.
Se l’intenzione è parlare con la dottoressa:
Ich muss morgen mit der Ärztin sprechen.
Con un verbo separabile:
Ich rufe dich morgen an.
La particella an è indispensabile.
Errore 5: usare un ordine marcato senza contesto
Dieses Problem verstehe ich nicht.
Questo problema non lo capisco.
La frase è corretta, ma mette specificamente in rilievo quel problema.
Senza un contrasto particolare può essere più neutro:
Ich verstehe dieses Problem nicht.
Non capisco questo problema.
Un metodo pratico per costruire la frase
Invece di tradurre parola per parola, possiamo procedere attraverso una serie di decisioni.
1. Definire l’azione
Che cosa deve accadere?
mit der Lehrerin sprechen
parlare con l’insegnante.
2. Costruire la cornice verbale
Ich muss … sprechen.
Devo parlare.
3. Aggiungere le informazioni necessarie
Ich muss morgen mit der Lehrerin über die Prüfung sprechen.
Domani devo parlare con l’insegnante dell’esame.
4. Osservare il contesto
Di che cosa si parlava prima?
- del programma di domani;
- dell’esame;
- dell’insegnante;
- dell’obbligo del parlante?
5. Scegliere la prospettiva
Se la cornice è la giornata di domani:
Morgen muss ich mit der Lehrerin über die Prüfung sprechen.
Se l’esame è il tema:
Über die Prüfung muss ich morgen mit der Lehrerin sprechen.
Se è importante la persona:
Mit der Lehrerin muss ich morgen über die Prüfung sprechen.
6. Verificare il contrasto implicito
Bisogna domandarsi:
«Se metto questo elemento all’inizio, a quale alternativa potrebbe contrapporlo l’interlocutore?»
Se nasce un contrasto involontario, conviene scegliere una costruzione più neutra.
7. Chiudere la struttura
Se abbiamo aperto:
Ich muss …
dobbiamo concludere con:
… sprechen.
Se abbiamo aperto:
Ich habe …
dobbiamo aggiungere il participio:
… gesprochen.
In questo modo, l’ordine delle parole smette di essere un esercizio di memoria e diventa una scelta consapevole.
Come lavoriamo sull’ordine tedesco
Alla Levitin Language School non riduciamo l’ordine delle parole a un’istruzione meccanica:
«Se il tempo è all’inizio, invertite soggetto e verbo.»
Questa formula può correggere una frase isolata, ma non spiega il sistema.
Lo studente deve imparare a:
- riconoscere costituenti completi;
- distinguere una posizione da una parola;
- individuare il verbo coniugato;
- vedere le due estremità della Satzklammer;
- comprendere la funzione comunicativa del Vorfeld;
- distinguere ordine neutro e ordine contrastivo;
- collegare la frase alla domanda precedente;
- mantenere il soggetto esplicito nella posizione corretta;
- associare sintassi e intonazione;
- prevedere la fine della frase;
- costruire dall’intenzione e non dall’originale italiano.
Lavoriamo secondo questa sequenza:
situazione → intenzione → cornice verbale → prospettiva → ordine → intonazione
La domanda:
«Dove devo mettere questa parola?»
viene sostituita da domande più precise:
- Che cosa sa già il mio interlocutore?
- Da quale punto deve iniziare a interpretare il messaggio?
- Quale informazione sto correggendo?
- Quale contrasto sto creando?
- Quale struttura verbale ho aperto?
- Come devo concluderla?
- La frase esprime davvero ciò che volevo dire?
Una frase comincia prima della prima parola
Prima di parlare, il cervello ha già preso una serie di decisioni.
Ha selezionato l’azione.
Ha distinto ciò che è noto da ciò che è nuovo.
Ha scelto un punto di partenza.
Ha previsto una cornice verbale e la sua conclusione.
Ha deciso quale elemento diventerà tema, contrasto o prospettiva.
Le persone non traducono semplicemente parole.
Traducono decisioni.
La grammatica fornisce l’architettura.
Il contesto le dà una direzione.
L’ordine delle parole guida l’attenzione.
L’intonazione completa il focus.
E il significato comincia quando il parlante decide da quale elemento aprire la frase.
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L’autore
Tymur Levitin è fondatore e direttore della Levitin Language School e insegna inglese e tedesco. Da oltre 15 anni sviluppa un approccio che collega la grammatica alla struttura, al pensiero, al contesto e alle decisioni comunicative reali.
© Tymur Levitin — Founder & Director, Levitin Language School
Levitin Language School | Language Learnings
levitintymur.com | languagelearnings.com


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